Privacy Policy Cookie Policy Che cosa significa essere ASESSUALE? ⋆ Antonio Prunas, psicoterapeuta

Che cosa significa essere ASESSUALE?

Che cosa significa essere ASESSUALE?

In questo articolo, oltre a definire l’asessualità, mi concentrerò sulle sue declinazioni, su alcuni dei pregiudizi più diffusi sulle persone asessuali e, infine, proverò a delineare in quali condizioni la consulenza di un sessuologo possa essere utile per le persone asessuali.

Le persone asessuali sono parte della comunità LGBTQIA+

Intorno all’asessualità c’è ancora molta ignoranza sia da parte della gente comune che, ahimè, da parte dei professionisti della salute mentale. Possiamo infatti identificarla, senza correre il rischio di essere smentiti, come una delle identità che maggiormente soffrono di invisibilità tra quelle inserite nell’acronimo LGBTQIA+.

Questa assenza di informazioni o di conoscenza è ancora più inspiegabile alla luce del fatto che le persone asessuali sono note già dai tempi di Kinsey e del suo rapporto del 1948 sul comportamento sessuale dell’uomo e della donna. Stiamo parlando cioè di una scoperta che risale agli albori della sessuologia scientifica!

Ma partiamo dall’inizio: che cos’è l’asessualità?

Per asessualità si intende l’assenza di attrazione sessuale per altre persone, a prescindere dal loro genere. Si tratta di una caratteristica stabile, di natura disposizionale, analoga a qualsiasi altro orientamento sessuale.

L’asessualità può essere quindi definita, molto semplicemente, come il quarto orientamento sessuale, insieme a quello eterosessuale, omosessuale (persone gay e lesbiche) e bisessuale (Brotto et al., 2010). Resta inteso, ma è bene specificarlo, che trattandosi a tutti gli effetti di un orientamento sessuale, l’asessualità è una condizione del tutto normale.

Quante sono le persone asessuali?

Si tratta di una domanda cui non è molto facile rispondere in maniera univoca, perchè le diverse ricerche disponibili si basano su diversi criteri di valutazione dell’orientamento sessuale. Una stima attendibile, replicata in diversi paesi del mondo anglosassone, suggerisce che circa l’1% della popolazione generale sia asessuale.

Bisogna però tenere che c’è una grande variabilità all’interno della popolazione asessuale. Se immaginiamo un ipotetico spettro che va dalla sessualità all’asessualità, possiamo pensare che le persone possono collocarsi su qualsiasi punto di questo continuum. Avremo quindi, ad esempio, persone gray-sessuali (che occupano appunto la “zona grigia” tra l’asessualità e la sessualità) e persone demisessuali (che cioè sperimentano attrazione sessuale solo in presenza di un coinvolgimento di tipo emotivo).

Pregiudizi sull’asessualità

Queste poche informazioni sono già sufficienti a fugare molti pregiudizi sulle persone asessuali:

  • Non è vero che le persone asessuali rifiutino la sessualità per paura, traumi pregressi o repulsione per il sesso, né che non abbiano una vita sessuale;
  • Un altro frequente malinteso deriva dal confondere l’attrazione sessuale con il desiderio sessuale. E’ sbagliato pensate che le persone asessuali non abbiano un immaginario sessuale o non provino desiderio sessuale; quello che è vero è che il modo in cui ne fanno esperienza semplicemente non prevede che siano diretti su un’altra persona;
  • Altro frequentissimo malinteso è quello che assimila orientamento sessuale e orientamento romantico: le persone asessuali ci insegnano anzi che l’orientamento sessuale (cioè le persone da chi sono attratto su un piano erotico) e quello romantico (cioè le persone con le quali desidero stabilire una relazione amorosa) sono due dimensioni completamente indipendenti.

Perché le persone asessuali possono chiedere un consulto psicologico?

Certamente questo può avvenire per motivi che nulla hanno a che vedere con il loro orientamento sessuale! Tuttavia, dato lo stigma e la discriminazione cui le persone asessuali sono sottoposte (nonchè le costanti pressioni di una società ipersessualizzata), talvolta può essere necessario l’aiuto di un professionista.

In particolare, alcune possibili aree su cui può essere prezioso il contributo di un professionista, come un sessuologo (purchè adeguatamente formato!), sono le seguenti:

  •  Esplorazione di sé: purtroppo la realtà asessuale è ancora poco nota e ha poca visibilità nei mezzi di comunicazione di massa. Rivolgersi a un professionista può aiutare a comprendere meglio i propri vissuti e a esplorarli in un ambiente neutro e non giudicante;
  • Coming-out;
  • Patologizzazione e stigma: l’assenza di conoscenze sul tema purtroppo si accompagna spesso alla patologizzazione. Un fenomeno poco noto corre il rischio di essere interpretato come patologico. Messaggi patologizzanti hanno ripercussioni pesanti sul benessere psicologico delle persone asessuali;
  • Sentirsi “diversi”;
  • Terapia o consulenza di coppia per coppie di orientamento “discordante”, ad esempio per partner di una coppia (di cui un membro sessuale e un membro asessuale) che vogliano esplorare nuove modalità di vivere la sessualità in maniera soddisfacente per entrambi.

Se ti stai interrogando sul tuo orientamento sessuale, un colloquio con un professionista potrebbe esserti utile.

Per approfondire:

Consiglio vivamente il documentario “Asex” di Eleonora Soresini per conoscere direttamente, dalla voce di persone asessuali, le loro esperienze e le difficoltà che incontrano nella vita di tutti i giorni: qui il trailer;

Aven Italia è invece la più grande comunità online di persone asessuali.

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